L'ITALIA CHE VA

Chi costruisce, chi si reinventa, chi viaggia in network. Esempi di imprenditoria che getta il cuore oltre la crisi.

DESIDERI SUPERIORI

Sotto l’insegna Upper Wish si cela, invece, la voglia di riscatto di Ermes Lazzaro: dovendo reinventarsi un lavoro, dopo 30 anni da autista, ha pensato di mettersi in proprio. Ma non come un noleggiatore qualunque: lui il veicolo se l’è fatto fare su misura, “stirando” uno Sprinter 519 a ben 9,5 metri. E questa è solo la modifica più evidente: il bello viene dentro. Con soli otto posti, più che un minibus, questa è un’auto (omologata M1) di lusso, punto d’incontro fra una limuosine e una First Class. L’atmosfera da aeroplano Executive è sottolineata dai sedili singoli e dalle cappelliere chiuse. La privacy è garantita dal posto guida separato, così com’è isolata la toilette, posta fra abitacolo e bagagliaio. A completare l’allestimento esclusivo e brevettato, ci sono materiali pregiati, un maxischermo per videoproiezioni e l’illuminazione estremamente curata, persino i vetri sono a trasparenza variabile. Il tutto realizzato in Italia, con l’eccezione della meccanica in questo caso, ma sotto potrebbe esserci un telaio qualunque. Peraltro alla Upper Wish hanno deciso di partire da un van a trazione integrale (altra chicca) con sospensioni rinforzate, collaborando con Michelin per la messa a punto dei pneumatici.

COLPO DI CODA

Quasi 10 metri di Sprinter sono un record, se poi l’allungamento è tutto nello sbalzo posteriore sospensioni e gomme devono essere ripensate “ad hoc”; però ci esce lo spazio per un WC con porta dedicata. I sedili orientabili e dotati di tavolini permettono di condividere conversazioni o fare riunioni. Dal posto guida l’autista (in questo caso, l’ideatore Ermes Lazzaro) comunica via interfono.